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Veterinaria, Anno 20, n. …, … 2006 USO DI UNA DIETA INDUSTRIALE DI QUAGLIA
(SOLO QUAGLIA® DRN) NELL’ITER DIAGNOSTICO
DELLE DERMATITI PRURIGINOSE DI ORIGINE
ALLERGICA NEL CANE E NEL GATTO:
RISULTATI PRELIMINARI
LUISA CORNEGLIANI*, GIOVANNI GHIBAUDO§, STEFANO TOMA‡
*Ambulatorio Veterinario Associato, C.so Traiano 99/d, 10135 Torino§Clinica Veterinaria Malpensa, Via Marconi 27, 21017 Samarate (VA) Riassunto
Le dermatiti pruriginose di origine allergica del cane e del gatto devono essere indagate attraverso un adeguato iter diagno- stico che comprende anche un trial dietetico. Lo scopo del presente lavoro è di valutare l’utilità di una dieta industriale umidapre-confezionata a base di quaglia. Sono stati selezionati 38 animali, 24 cani e 14 gatti, di differenti razze, età e sesso, con pru-rito della durata superiore a 6 mesi e con segni dermatologici clinicamente compatibili con malattia allergica. Dopo il tratta-mento di eventuali infezioni microbiche secondarie ed ectoparassitosi se residuava del prurito si somministrava una dieta umi-da monoproteica di quaglia (Solo Quaglia® DRN) per 60 giorni. I controlli sono stati eseguiti a 30, 60 e 75 giorni (2 settimanedopo la prova di scatenamento con i precedenti alimenti). Sono stati valutati anche appetibilità del mangime e consistenza del-le feci. Nei 36 animali che hanno completato lo studio sono stati diagnosticati 12 casi di ipersensibilità alimentare, 14 di der-matite atopica, 2 di dermatite atopica e ipersensibilità alimentare, 4 di dermatite atopica e dermatite allergica al morso di pulce,2 di dermatite psicogena e 2 di origine sconosciuta. L’appetibilità è stata considerata ottima in 30/34 casi, buona negli altri 4;la consistenza delle feci è risultata nella norma in tutti i casi. L’uso di questa formulazione dietetica è risultata uno strumentoutile nell’iter diagnostico dermatologico della allergia alimentare.
Diagnosis of non-seasonal allergic skin diseases in dogs and cats needs to be investigated with a hypoallergenic diet before obtaining a clinical diagnosis of atopic dermatitis. The aim of this study was to evaluate the usefulness of a commercial wetdiet containing (Solo Quaglia® DRN). Thirty-eight animals (24 dogs and 14 cats of different breed, age and sex), with historyof pruritus for more than 6 months and symptoms of allergic diseases were included in this study. After treating bacteria andyeast infections and ectoparasitic infestations, if pruritus persisted, the quail diet was fed to all patients for 60 days. Follow upcontrols were performed on day 30, 60 and 75 (2 weeks after the reintroduction of the previous diet). Palatability and altera-tions of faeces were also evaluated. Thirty-six animals completed the study. Twelve cases of food allergy, 14 of atopic dermati-tis, 2 of food allergy and atopic dermatitis, 4 of atopic dermatitis and flea bite hypersensitivity, 2 of psychogenic dermatitisand 2 of idiopathic dermatitis were diagnosed. The palatability was excellent in 30/34 animals, and good in 4/34 animals; nofaeces alterations were observed during the study. The use of the commercial wet diet containing quail was considered a use-ful one for ruling out food hypersensitivity. INTRODUZIONE
bilmente raggiunta utilizzando algoritmi diagnostici bencodificati (segnalamento e anamnesi, descrizione del pro- Le malattie dermatologiche pruriginose di origine aller- blema, esami complementari)1, 2, 3, 4, 5. In molti casi, per gica rappresentano uno dei principali motivi di visita spe- identificare l’agente eziologico responsabile della malattia, cialistica dermatologica. La diagnosi finale viene preferi- è necessario un adeguato controllo delle infezioni microbi-che (da batteri e lieviti del genere Malassezia) secondariel’esclusione delle ectoparassitosi ed un trial dietetico per ladiagnosi di reazione avversa al cibo e/o dermatite atopica “Articolo ricevuto dal Comitato di Redazione il …/…/2006 ed accettatoper pubblicazione dopo revisione il …/…/2006”.
(diagnosi clinica per esclusione)1, 2, 6, 7. I proprietari degli Uso di una dieta industriale di quaglia (Solo Quaglia® DRN) nell’iter diagnostico delle dermatiti pruriginose di origine allergica animali accettano generalmente di buon grado le terapie VI. In alcuni casi, la dieta è stata proposta all’animale pri- farmacologiche topiche e/o sistemiche per controllare pa- ma del termine delle terapie antimicrobiche ed antiparassi- rassiti ed infezioni, ma spesso hanno difficoltà a sommini- tarie, per avere una maggiore compliance da parte del pro- strare una nuova dieta in modo corretto. La scarsa colla- prietario. A tutti gli animali veniva somministrato l’alimen- borazione dell’animale, legata alle abitudini alimentari to preconfezionato contenente quaglia (Solo Quaglia® precedenti ed al rifiuto della nuova dieta, può ostacolare DRN), le cui caratteristiche sono riportate in tabella 1. In l’iter diagnostico. Per questa serie di motivi, negli ultimi base al peso degli animali e alle chilocalorie dell’alimento anni sul mercato sono state introdotte diete industriali sia (161 Kcal per 100 g di cibo) si determinava la dose giorna- secche sia umide con differenti proteine e carboidrati, uti- lizzabili per l’esclusione d’allergia alimentare8. Purtroppo, Nei cani, la dieta è stata integrata con carboidrati otte- la distribuzione capillare in negozi per animali e supermer- nuti da patate, polenta, orzo e farro, alimenti mai mangiati cati di cibi con fonti proteiche d’uso non comune (ad esempio lo struzzo), ha ridotto notevolmente la possibilità In seguito sono state eseguite le visite di controllo a 30 (V30) e a 60 (V60) giorni dall’inizio della dieta. A V60, sia La formulazione di un mangime umido costituito di car- in presenza sia in assenza di prurito, si procedeva alla pro- ne di quaglia (Solo Quaglia® DRN), carne non inserita in va di reintroduzione dell’alimento precedentemente assun- altri prodotti industriali destinati all’alimentazione anima- to dall’animale nell’arco di 3-6 giorni. Si effettuava un con- le, è stato considerato un possibile valido strumento utiliz- trollo finale al 75° giorno (V75). La valutazione delle lesio- zabile nell’iter diagnostico delle malattie allergiche non ni cutanee è stata effettuata dagli sperimentatori con l’au- Nello studio in questione, oltre la validità del mangime per il trial dietetico, sono stati valutati anche aspetti comeappetibilità, facilità d’uso, digeribilità, effetti collaterali ed Tabella 1
Composizione chimica e valore energetico della quaglia
per 100 g di parte edibile. I valori riportati si riferiscono al prodotto
fresco (tal quale o t.q.), costituito da un patè misto di carne
e pelle senza organi interni ed ossa
MATERIALI E METODI
Lo studio è stato effettuato presso cinque strutture ve- terinarie, diversamente ubicate sul territorio nazionale, da colleghi con provata esperienza in dermatologia. Tutti gli animali inclusi nello studio, con il consenso informatoscritto del proprietario, sono stati seguiti secondo le indi- cazioni di “good general practice” (G.U. n°289, 10-12- Sono stati selezionati un gruppo di 24 cani e 14 gatti, di differenti razze ed età compresa fra i 7 mesi ed i 12 an- ni, soddisfacenti i criteri riportati di seguito: Criteri di inclusione: prurito della durata superiore ai sei mesi, segni dermatologici clinicamente compatibili conmalattia allergica6 regolare trattamento mensile antiparas- sitario per pulci e filariosi cardiopolmonare, assenza di pa- rassitosi intestinali e di infezioni microbiche secondarie di origine batterica o/e lieviti (Malassezia).
Criteri di esclusione: malattie parassitarie causate da aca- ri, infezioni batteriche e/o da lieviti in atto, terapie con cortisonici iniettabili, orali o topici rispettivamente nelle 8, 4 e 2 settimane precedenti la visita di inclusione, gravidan-za o malattie metaboliche.
Le visite sono state effettuate nel seguente modo: visita di selezione o VS, seguita da un periodo d’attesa di 2-3 settimane secondo i casi per il trattamento delle eventualiinfezioni microbiche presenti o ectoparassitosi. Se alla VS erano presenti infezioni da batteri (cocchi) e/o da lieviti del genere Malassezia, si procedeva rispettivamente alla te- rapia sistemica con cefalessina a 20-30 mg/kg/bid per OSper 3 settimane e/o chetoconazolo a 10 mg/kg/sid per OS per 3 settimane, associata o meno a shampoo terapia con Al termine di questo periodo ogni animale era stato sot- toposto a controllo e se, in questa occasione rientrava nei criteri di selezione, si procedeva alla visita di inclusione o Veterinaria, Anno 20, n. …, ………… 2006 silio del sistema CADESI (Canine Atopic Dermatitis Ex-tent and Severity Index)9, 10 per i cani (eritema, escoriazio-ne, lichenificazione) e di un CADESI modificato per i gat-ti (alopecia, eritema, escoriazione). Si valutavano inoltrel’assenza o presenza di prurito e la gravità delle lesioni at-traverso un punteggio numerico da 0 a 10.
Oltre all’evoluzione della malattia dermatologica sono state valutate l’appetibilità dell’alimento (scala di valuta-zione: ottima, buona, mediocre e scarsa), l’eventuale dima-gramento degli animali, la consistenza delle feci e la con-comitanza o meno di sintomi gastroenterici (vomito, me-teorismo, dolore addominale, diarrea).
GRAFICO 1 - Nel grafico si riporta la presenza/assenza di prurito nei ca-ni durante il trial dietetico (VS, V30, V60) e la successiva prova di sca-tenamento V75). RISULTATI
I cani inclusi appartenevano alle seguenti razze: 6 Me- ticci, 5 Pastore Tedesco, 2 Labrador, 1 Pastore Cecoslo-vacco, 1 Boxer, 1 Pinscher, 1 Jack Russel Terrier, 1 ShihTzu, 1 Dogue De Bordeaux, 1 Visla, 1 West HighlandWhite Terrier, 1 Pechinese, 1 Siberian Husky ed 1 Bar-boncino. Questi cani avevano un’età compresa fra 7 mesi e7 anni (media 5.8), di cui 15 femmine (3 sterilizzate e 12intere) e 9 maschi (non sterilizzati). I gatti erano 13 di raz-za comune Europea ed 1 Persiano, di età compresa fra 1 e12 anni (media 6.2), di cui 7 femmine (5 sterilizzate e 2 in-tere) e 7 maschi (tutti orchiectomizzati). Dei 38 animali se-lezionati 34 hanno completato lo studio, 2 non hanno ter- GRAFICO 2 - Nel grafico si riporta la presenza/assenza di prurito nei minato lo studio per il peggioramento del punteggio CA- gatti durante il trial dietetico (VS, V30, V60) e la successiva prova discatenamento V75). Tra VS e V30 un gatto è stato escluso per aver ri- DESI e CADESI modificato rispettivamente in un cane ed fiutato la dieta; un altro animale è uscito dallo studio tra V30 e V60 per in un gatto. Questi animali sono stati sottoposti a test al- peggioramento dei sintomi e sottoposto a test allergologico. lergometrico intradermico o/e sierologico che ha avvalora-to il sospetto clinico di dermatite atopica e consentito l’i-dentificazione degli allergeni ambientali responsabili. Altri2 animali, 1 cane ed 1 gatto, sono stati esclusi per aver ri-fiutato completamente la dieta. L’evoluzione della malattiadermatologica ad ogni visita è stata riportata in sintesi neigrafici 1, 2, 3, 4, 5.
Dai risultati ottenuti al termine dello studio è stato pos- sibile ottenere le diagnosi di: ipersensibilità alimentare in12 casi (10 cani, 2 gatti), ipersensibilità alimentare e der-matite atopica in 2 (2 cani), dermatite atopica in 12 (7 ca-ni, 5 gatti), dermatite atopica ed ipersensibilità alla salivadi pulce in 4 (3 cani, 1 gatto), dermatite di origine psicoge-na in 2 (2 gatti), dermatite di origine sconosciuta in 2 (2 GRAFICO 3 - Punteggio attribuito alla gravità delle lesioni nei cani a VI, V30, V60, V75. ogni colore rappresenta un caso clinico. I gatti con diagnosi di dermatite di origine psicogene so- no stati seguiti per i successivi 12 mesi da colleghi com-portamentalisti e sottoposti a trattamento farmacologicocon clomipramina cloridrato (Clomicalm cpr 5 mg, No-vartis, Italia) per i primi 2 mesi; per i restanti 10 mesi, si èeseguito solo un arricchimento ambientale (giochi, ciotole,ecc). Le lesioni dermatologiche sono andate in remissionee non si sono verificate recidive. I test sierologici e/o intra-dermici non sono stati eseguiti per mancata compliance deiproprietari.
L’appetibilità del mangime è stata considerata ottima in 30 casi su 34, buona in 4 su 34. Un moderato dimagra-mento è stato riportato in 5 dei 34 animali inclusi; la consi-stenza delle feci è risultata normale in tutti i casi, come pu-re non si sono verificate anomalie dell’apparato gastroen- GRAFICO 4 - Punteggio attribuito alla gravità delle lesioni nei gatti a VI,V30, V60, V75. ogni colore rappresenta un differente caso clinico. terico. Le proteine identificate come allergizzanti sono ri- Uso di una dieta industriale di quaglia (Solo Quaglia® DRN) nell’iter diagnostico delle dermatiti pruriginose di origine allergica DISCUSSIONE
Le dermatiti allergiche pruriginose nel cane e nel gatto rappresentano un gruppo di malattie che prevede, comeiter diagnostico, un percorso che passa attraverso il con-trollo e/o esclusione degli ectoparassiti, delle infezionimicrobiche secondarie e l’esecuzione di una dieta privati-va di almeno 8 settimane1, 2, 3, 4, 5, 6, 7. Il trial dietetico rima-ne uno dei punti critici di questo percorso necessitandodella piena collaborazione del proprietario e dell’anima-le6, 8. Da qui l’obbligo di proporre alimenti di buona qua-lità nutritiva, “ipoallergenici” e con ottima appetibilità.
GRAFICO 5 - Punteggio CADESI di cani a VI, V30, V60, V75. ogni colore In commercio esistono numerosi prodotti preconfeziona- ti “ipoallergenici”, che però, a differenza del prodottoutilizzato in questo studio, contengono a volte anche ec-cipienti, coloranti e conservanti e, spesso, più di una fon-te proteica8, 11. Anche i prodotti idrolisati, per quanto dibuona qualità, contengono conservanti e/o contengonocarboidrati non idrolisati. Si è optato per le proteine diquaglia che sono poco utilizzate grazie all’assenza sino adora di un prodotto commerciale pre-confezionato conte-nente quaglia e alla difficoltà da parte del proprietario nelcucinare tale alimento. La formulazione da noi utilizzata,costituita solo da patè di quaglia, si è dimostrata efficace,maneggevole e nella maggior parte dei casi ben accetta siada proprietari che animali. Essa è risultata d’aiuto per l’i-ter diagnostico nella diagnosi delle malattie dermatologi-che pruriginose degli animali inclusi nello studio. Nel- GRAFICO 6 - Punteggio CADESI modificato dei gatti a VI, V30, V60,V75. ogni colore rappresenta un differente caso. l’uomo è stata segnalata la possibile risposta allergica alleproteine di quaglia per la reattività crociata con quelle dipollo12. Nei casi da noi seguiti, negli animali allergici alpollo, non si è verificato questo problema. Il numero li-mitato di pazienti inclusi e la scarsità d’ulteriori lavoriscientifici in letteratura veterinaria non consente di for-mulare ipotesi in merito; tuttavia sarebbe utile indagareanche la presenza di residui d’antibiotici od altri farmaciall’interno delle carni di volatili che generalmente sonoallevati con metodi simili e subiscono le medesime lavora-zioni industriali.
Non si sono verificati disordini gastroenterici di alcun genere e la consistenza delle feci è rimasta normale in tut-ti i pazienti. Tuttavia la valutazione quali-quantitativa del-le feci non è stata effettuata mediante esami coprologicispecifici, ma solo tramite domande formulate ai proprie-tari ad ogni controllo. In tale occasione si chiedeva se si GRAFICO 7 - La figura mostra il numero totale dei casi e delle diagnosi erano verificati diarrea, aumento delle defecazioni e/o finali. Le sigle riportate in legenda indicano ipersensibilità alimentare meteorismo. Questa scelta è dovuta ai limitati fondi eco- (IA), dermatite atopica (DA), dermatite allergica alle pulci (DAP), der-matite psicogena (DP). In due casi (un cane ed un gatto) la diagnosi di nomici a disposizione degli autori, ma sarebbe auspicabile DA è stata effettuata prima del termine del trial dietetico (peggioramen- in uno studio futuro poter valutare anche questi dati. In 5 to dei sintomi clinici e delle lesioni dermatologiche) tra V30 e V60 tra- degli animali che hanno terminato lo studio si è verificato un moderato dimagramento. Questo può essere imputa-bile alla ristrettezza dietetica ed all’utilizzo di una dietanon bilanciata. In alcuni cani è stato necessario introdur- sultate manzo, pollo, pesce; per i carboidrati i principali re, per questo motivo, una fonte di carboidrati per dimi- responsabili sono stati identificati nel riso e nei derivati del nuire la perdita di peso e l’eccessiva “voracità” del pa- frumento. In dettaglio, del gruppo dei gatti uno è risultato ziente. In tali casi il carboidrato scelto non era mai stato allergico a pollo e pesce (tonno) e l’altro solo al pesce utilizzato in passato per l’alimentazione dei cani e dei gat- (tonno). Nel gruppo dei cani, 2 erano allergici a pollo e ti sottoposti al trial. L’integrazione di tale ingrediente è manzo, 2 a manzo e riso, 4 a manzo, 2 a manzo e frumen- stata calcolata “ad occhio” suggerendo ai proprietari un to. Gli animali precedentemente nutriti con proteine di rapporto di 1:1 rispetto alla proteina. La varietà di carboi- pollo non hanno mostrato alcuna reazione quando alimen- drati usati nei singoli casi, di sesso, età, razza ed attività fi- tati con la nuova dieta a base di quaglia.
sica di ogni animale arruolato e di compliance dei proprie- Veterinaria, Anno 20, n. …, ………… 2006 tari non hanno consentito la standardizzazione delle dosi.
Concludendo, la dieta monoproteica in patè di quaglia, Per ovviare a questo problema, e rendere la dieta più usata nello studio, si è dimostrata utile, appetibile e priva equilibrata, potrebbe essere utile la presenza di prodotti di effetti collaterali per la diagnosi dell’allergia alimentare pre-confezionati a base di soli carboidrati (patata, orzo, e per la corretta esecuzione dell’iter diagnostico delle der- ecc) da poter poi scegliere in base all’anamnesi alimentare ed all’attività fisica dell’animale.
In alcuni casi agli animali è stata somministrata la dieta prima del termine della terapia antimicrobica. Tale scelta è Ringraziamenti
stata adottata per avere una migliore compliance dei pro-prietari e nei casi in cui la distribuzione delle lesioni e del Si ringrazia DRN srl per aver sponsorizzato lo studio e prurito, associata agli esami complementari, indicavano prodotto l’alimento saggiato (Solo Quaglia® DRN) ed il come estremamente probabile una malattia dermatologica dottor Patrizio Conselvan per la consulenza alimentare.
Si ringraziano inoltre, per aver collaborato alla raccolta La scelta di solo 8 settimane come trial dietetico è sta- dei casi i colleghi: Francesco Albanese, Silvia Colombo, to sufficiente in tutti i casi per formulare poi una diagno- Chiara Noli, Silvia Schiavi, Ersilia Pappalardo.
si, anche se in alcuni casi si prolunga fino a 12 settimane4,5, 6, 7, 8. Diversamente da quanto riportato in letteratura, lapercentuale di animali affetti da ipersensibilità alimenta- Parole chiave
re è stata del 43.2%. Questi dati sono superiori a quelligeneralmente citati da tutti gli autori13, 14, 15, 16. Questa dif- Cane, gatto, cute, quaglia, dieta, allergia. ferenza potrebbe essere dovuta alla scelta dei criteri diinclusione (cani con prurito annuale). È interessante no-tare come nel gruppo dei cani l’incidenza d’animali mala- Key words
ti di sesso femminile sia risultata esattamente il doppiorispetto ai maschi, indipendentemente poi dalla diagnosi Dog, cat, skin, quail, diet, allergy. finale. In letteratura, non è riportata una maggiore inci-denza dell’allergia alimentare in uno dei due sessi6. Neigatti il rapporto maschi/femmine è risultato invece di Bibliografia
1:1. Purtroppo il numero troppo piccolo di animali non Noli C, Scarampella F: Prurito nel cane. In dermatologia del cane e del consente di formulare ipotesi in merito. Un dato interes- gatto. Poletto ed. 2004. Cap. 7: 68-73.
sante è emerso nel gruppo dei gatti, dove sono state dia- Noli C, Scarampella F: Prurito nel gatto. In dermatologia del cane gnosticate 2 dermatiti “pruriginose” di origine psicoge- e del gatto. Poletto ed. 2004. Cap. 15: 115-119.
Scott DW, Miller WH, Griffin CE: Diagnostic methods. In Muller and na. Negli ultimi anni il confine tra problemi dermatologi- Kirk’s Small Animal Dermatology, 6th ed. WB Saunders Company, ci e psicologici nel gatto è diventato molto sottile, grazie anche allo sviluppo della medicina comportamentale17.
Alhaidari Z: Approccio diagnostico alle dermatosi pruriginose. In Gui-da Pratica di dermatologia felina, Merial 2000. Cap. 18: 18.1-18.7.
La terapia comportamentale istituita per questi gatti ha Bensignor E, Bensignor L: Démarche diagnostique en allergologia ca- fornito risultati soddisfacenti con la risoluzione completa nine. In Allergologie canine. Prat. Med Chir Anim Comp, 1998, suppl della sintomatologia dermatologica. Ad un anno di di- Scott DW, Miller WH, Griffin CE: Skin immune System and allergic stanza i gatti non hanno manifestato nuovi problemi der- skin diseases. In Muller and Kirk’s Small Animal Dermatology, 6th ed.
matologici e sono stati alimentati con dieta preconfezio- WB Saunders Company, Philadelphia, 2001. Cap. 8, 543-666.
nata industriale non dietetica. La mancata compliance dei Prélaud P, Guaguére E, Freiche V, Drouard C, Laforge H: Le chat aller-gique. Prat. Méd. Chir. Anim. Comp,1999. 34: 437-447.
proprietari per eseguire nuovi accertamenti diagnostici è Leistra MHG, Markwell PJ, Willemse T: Evaluation of selected-protein legata principalmente al buon esito della terapia compor- source diets for management of dogs with adverse reactions to foods.
tamentale e la mancanza di recidive.
Germain PA, Prelaud P, Bensignor E: CADESI (Canine Atopic Dermati- Per poter valutare in modo imparziale i casi seguiti, si è tis Extent and Severity Index) reproducibility. Revue Méd Vét, 2005.
optato per un punteggio da 0 a 10 per gravità delle lesioni e si è utilizzato il CADESI per l’evoluzione delle lesioni Olivry T, Guaguere E, Heripret D: Treatment of canine atopic dermatitiswith misoprostol, a prostaglandin E1 analogue: an open study. J Der- dermatologiche9, 10. L’impiego del CADESI per i cani e di un CADESI modificato per i gatti ha consentito di valuta- Noli C, Scarampella F: Malattie allergiche. In dermatologia del cane e re criticamente il miglioramento e/o peggioramento delle del gatto. Poletto ed. 2004. Cap. 32: 258-279.
Kelso JM, Cockrell GE, Helm RM, Burks AW: Common allergens in lesioni dermatologiche, indipendentemente dallo speri- avian meats. J Allergy Clin Immunol, 1999. 104: 202-204.
mentatore. Si potrebbe proporre di adoperare questo me- Loeffler A, Lloyd DH, Bond R, Kim JY, Pfeiffer DU: Dietary trials with todo di valutazione non solo per seguire l’evoluzione del commercial chicken hydrolysate diet in 63 pruritic dogs. Vet Rec,2004. 154: 519-522.
paziente con dermatite atopica in terapia, ma anche in cor- Chesney CJ: Systemic review of evidence for the prevalence of food so di iter diagnostico per l’ipersensibilità alimentare. Per il sensitivity in dogs. The Veterinary Record, 2001. 148: 445-448.
prurito, anche se inizialmente nel protocollo sperimentale Chesney CJ: Food sensitivity in the dogs: a quantitative study. JSAP,2002. 43: 203-207.
si era introdotta una scala da 0 a 10 per valutarne l’evolu- Guilford GW, Markwell PJ, Jones BR, Harte JR, Wills JM: Prevalence zione, si è poi preferito optare semplicemente per presente and causes of food sensitivity in cats with chronic pruritus, vomiting o assente. Di fatto, resta difficile valutare questo parame- or diarrhea. Am. Soc. Nutr Sc J Nutr, 1998. 128: 2790S-2791S.
Mege C: Manifestazioni cutanee associate a disturbi comportamentali.
tro criticamente per l’assenza di una vera e propria stan- In Guida Pratica di dermatologia felina, Merial 2000. Cap. 17: 17.1-

Source: http://www.drnsrl.it/public/upload/downloads/Articolo_quaglia_Veterinaria.pdf

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